A chat with: Dino Sabatini

Gabriele Pinto

Vorremmo cominciare questa chiaccherata partendo da Berlino, citta' in cui risiedi da anni. Cosa pensi dello stato attuale della scena elettronica nella capitale tedesca?

Secondo il mio punto di vista Berlino é la capitale della musica elettronica ma riguardo la sua “scena” dipende da cosa si cerca, io per esempio mi sono trasferito in questa città per approfondire le mie conoscenze tecniche e culturali e non per seguire le tendenze dei clubs o per meglio dire “vivere" nei clubs come accade spesso tra più giovani.
Berlino é una città capace di dare molte possibilità ma questo dipende dalle carte che ci si gioca.

Trovi che Berlino sia ancora stimolante e che abbia ancora tanto da dare anche al di là della scena legata al clubbing?

Certo che si, Berlino é per se stessa una città stimolante e la gente che la abita é in maggioranza giovane e multietnica e questo fa in modo di non farti mai stancare.
Tra le altre cose qui ho la mia base di lavoro e tutti i miei collaboratori con i quali é molto stimolante lavorare, fare progetti e creare nuove idee sia in materia musicale ma anche riguardo la promozione ed il booking.

Pensi che ancora oggi Berlino possa essere considerata una tappa cruciale e/o un trampolino di lancio per un dj o producer che voglia intraprendere questa carriera?

Certo é molto più facile emergere a Berlino che a Roma o a Milano ma questo é dovuto ad una seria cultura elettronica sviluppatasi nel corso degli anni e tutti gli operatori internazionali di questo settore si sono trasferiti a Berlino (per non parlare degli artisti :-) ) per cui é molto più facile raggiungere un contatto diretto o farsi notare durante una gig perché son quasi tutti qui ma questo non significa che non si possa emergere anche dalla propria città.

Adesso arriviamo a Roma, la tua citta' natale. Cosa ti ha spinto a lasciarla?

Sinceramente ho sentito che a Roma non avevo più molto da imparare e volevo fare anche nuove esperienze, imparare nuove lingue e migliorarmi sul lato umano, volevo essere felice di rispettare le regole e condividere con altre persone questo rispetto.
Ero stanco di convivere con i problemi socio/culturali del periodo, per non parlare poi della situazione politica nella quale appariva chiaro che avrebbero tagliato i fondi alla cultura e così poi é stato.
Allora mi son detto, meglio soffrire qualche anno all’estero che tutta la vita qui ed al momento mi ritengo molto fortunato di aver preso quella decisione anche se mamma Roma mi manca da morire…

Cosa invece ti spingerebbe, ipoteticamente, a tornarci stabilmente?

Mia moglie, la mia famiglia, i miei amici e i Paccheri all’amatriciana di pesce che fa Peppe, il ristorante sotto casa a Roma.

Cosa ti aspetti dalla serata strati al Brancaleone?

Ovviamente la mia più grande aspettativa è far congestionare il traffico sulla Nomentana in modo da far lavorare di notte un po’ de Pizzardoni ;-)
A parte gli scherzi, io non mi creo mai aspettative e questo mi aiuta a stare più tranquillo ed a vivermi le cose per come vengono, in due parole in questo modo rischio poco o nulla ma essendo molto tempo che manco da Roma mi aspetto di trovare molti amici che non vedo da anni e questo già mi rende molto felice.

Parliamo un po' di musica, in particolare del progetto Modern Heads creato assieme a Giancluca Meloni, altro produttore romano. Siete stati fermi per un paio di anni, ma proprio in questi giorni sta uscendo un nuovo EP intitolato "Chapter 2"; Cosa vi ha spinto a riprendere questo progetto? Ci sono altri programmi in futuro legati a Modern Heads?

Si io e Giangio siamo stati fermi per un bel po’ di tempo, circa 4 anni credo e questo per una serie di eventi che fan parte della vita ma oggi eccoci di nuovo qui con un’altra piccola ma buona release che ci sta dando già grandi soddisfazioni in merito di critica.
Riguardo i progetti futuri con il duo Modern Heads é mia idea, avvallata poi anche da Giangio, di riprendere la via della sperimentazione e trovare nuove formule sonore, ovvio che ancora ci piace fare techno ma abbiamo voglia fare qualcosa di differente nella quale si possa creare spazio per inserire differenti strumenti , ricominciare a lavorare su melodia ed armonia e creare degli spazi per inserire poi artisti provenienti da altre culture musicali.
In realtà il progetto Modern Heads era nato come progetto sperimentale nel il quale partecipava il fisarmonicista Antonello Salis e con il quale progetto abbiamo partecipato a vari festival Jazz italiani, tra i più importanti Villa Celimontana jazz festival e Nuoro jazz festival, credo fosse l’anno 2004 o 2005 ed in quel periodo ancora non avevamo una grande esperienza ma credo oggi si possa fare molto meglio.

Vorremmo concludere questa chiacchierata parlando della tua label, Outis Music, che fino ad ora ha rilasciato alcuni EP firmati da te e da altri artisti quasi tutti rappresentativi del suono romano a cui sei legato (Gigli, Dozzy e Gianluca Meloni) eccetto Edit Select.

Qual'è la linea che avrà in futuro l'etichetta? Continuerete a rilasciare solo EP o anche qualche album? E resterà una label o anche qualcosa di più?

Infatti come puoi vedere dai nomi che hai citato che la linea principale di Outis è stata il suono di Roma, uno stile che oggi suonano in tutto il mondo ed è nato nella nostra città.
Ognuno di noi ha fatto del proprio meglio per migliorare questo stile, Donato, Giorgio, Brando, Gianluca sono stati parte fondamentale di questo, ci siamo conosciuti tutti nel periodo di Elettronica Romana ed in quel periodo è iniziato anche a divulgarsi un differente stile di techno che ognuno di noi a poi interpretato a suo modo.
Al momento Tony ( Edit Select) è stata l’unica eccezione ma non credo sia l’ultima, vedremo, io non mi baso su provenienza o nome ma solo sulla musica, per ora sono in arrivo altre novità che fanno parte del panorama italiano come ad esempio la prossima release con la traccia “Icore” di Claudio PRC & Ness e due remix, il mio e quello di Nuel (Agauaplano), anche questi sono artisti che rispetto molto e con i quali ho molto piacere di collaborare.
Poi ci sono i giovanissimi come Luigi Tozzi il quale stile io personalmente adoro e per il quale ho grandi progetti, mi ha lasciato delle tracce bellissime e quando penso che ha solo 23 anni mi vengono i brividi.
Poi ad Aprile/Maggio ci sarà la release del mio album e qui percorrerò una strada differente, basata più sull’ascolto in quanto il mio concetto di album è creare una storia, un concept nel quale poi mostrare tutte le capacità e le espressioni di un’artista e per questo motivo a me non piace fare albums completamente techno, mi ci sento un po’ stretto...
Per finire il progetto solista di Gianluca “ Laertes” con un album dal mio punto di vista geniale.
Per rispondere alla tua ultima domanda, non lo so al momento, lo vedremo se diventerà qualcosa di più, un tipo italiano diceva “Lo scopriremo solo vivendo…lo”

biography

Dino Sabatini

Outis

Dino Sabatini is recognized as the inciter of Italian techno scene and main character of labels such as: Elettronica Romana - Prologue - Stroboscopic Artefacts - Sonic Groove.

Also known as part of the duo Modern Heads, 2006/2007 he released may sussessful Eps: “Paper Toys ”, “Ordinary Madness” and “Gliding ” are just a few pearls of a style which is now one the most followed and have been inspiring many artists from the international techno scene. His solo productions mark the birth of a new techno concept that leaves no room for labels or definitions. The continual search for new soundscapes and complex rhythms followed by hypnotic sequences and harmonic twists make Dino Sabatini unique in his way of making techno.

The double EP “Daughter of Phorcys” on Prologue spread strong signal immediately catched by the best techno clubs and dj’s worldwide. Coming to now days Dino Sabatini’ last a constant seek for new musical boundaries led him to create his own label Outis in order to express other artistic tensions and needs. Outis’ first release “Modulated Waves EP” collecting complete consensus among the international techno scene.

During Autumn 2012 and after a whole year of research “Shaman’s Path”, his first concept album, has come to life on the label he was kicking off, Prologue.
“Shaman’s Path” could be considered in every aspect a work that goes beyond the classical canons of techno and is also the confirmation of an artist who has no boundaries.